I laboratori

Condotti da insegnanti e formatori del MCE, i laboratori propongono attività teorico-pratiche, esperienze e situazioni educative che attraversano vari linguaggi, dando voce a diversi punti di vista, fornendo spunti per riflessioni pedagogiche comuni.

  1. VERSO L’INFINITO E OLTRE… Le creazioni matematiche come strumento per guardare oltre i limiti. A cura di Sonia Sorgato, Donatella Merlo. Utilizzando la tecnica delle creazioni matematiche, i bambini si accorgono dell’esistenza di situazioni-limite. Mentre nel concreto dell’esperienza sembra impossibile andare oltre ciò che si vede, la mente è in grado di superare il confine del visibile, perché ci porta naturalmente ad immaginare anche ciò che non può cadere sotto i nostri sensi. È importante in tutte le attività matematiche far cogliere la potenza della nostra mente per aiutare i bambini a fare il salto che conduce dall’esperienza concreta alla matematizzazione come prodotto di un’elaborazione mentale e astratta. In questo mondo immaginato si incontrano gli enti matematici che, diventati strumenti, aggiungono nuovi significati ai fatti della vita quotidiana. Imparare la matematica è anche imparare a guardare oltre i confini per superare i “limiti” che abitiamo e spesso ci poniamo senza che ce ne sia necessità, riappropriandosi della capacità umana di pensiero astratto. In questo senso le creazioni sono un “pretesto” per parlare di matematica con bambini-ricercatori in azione.
  2. IL CORPO IN GIOCO. Da me a noi. Il teatro come strumento che permette di riuscire a varcare la soglia dell’individualismo per arrivare all’altro. A cura di Antonio Antonini, Giulia Cuzzi, Annamaria Talone. Il laboratorio mira a fornire una cassetta di attrezzi cui ricorrere per promuovere ed accrescere il ben-essere e il bell’essere a scuola. Attraverso il recupero e la valorizzazione di una metodologia giocosa e partecipata, si esplorano nuovi modi di abitare il contesto scolastico, caratterizzati dal piacere che scaturisce dallo stare insieme divertendosi. I partecipanti metteranno in luce le proprie capacità di calarsi in prima persona attraverso il corpo e con il sorriso nelle situazioni, abbattendo così le barriere della diffidenza e dell’ostilità verso l’altro, creando un clima collettivo di crescita e di apprendimento. La finalità non è avere dei docenti attori che formano alunni attori, ma promuovere un contesto in cui i saperi si fanno occasione di gioco e sorpresa attraverso il mettersi nei panni dell’altro, il far finta che. Lavorando sulla passione e sulla capacità di mettersi in gioco sarà possibile costruire insieme a bambini e bambine la consapevolezza che il sapere è bellezza.
  3. CASE DI CARTONE. Le scatole rimandano a pensieri nascosti, un mondo intimo di ricordi ed emozioni. A cura di Tania de Santis, Marilena Abbo. I corsisti sono invitati a osservare/esplorare/abitare uno scatolone, con l’obiettivo di rivivere e riabitare uno spazio condiviso intimo e infinito allo stesso tempo, a propria misura (come fanno i bambini). Lo scatolone così trasformato potrà raccontare la storia di tutti e di ciascuno. Durante il laboratorio i partecipanti sono invitati a mostrare il proprio lavoro per attivare l’ascolto, dare la possibilità di interrogarsi, fare emergere alcuni temi legati alla riflessione finale.
  4. STORIE DI SCUOLA. Dalle storie personali e professionali alla ricerca sociale. A cura di Domenico Canciani e Paola Sartori Ciascun partecipante illustra e racconta il percorso che l’ha portato a diventare insegnante, dalla sua prima scuola da scolaro alla sua prima scuola da docente. Lo scambio figurativo e narrativo in circolo aiuta a mettere a fuoco i momenti di limite, di svolta, di confini e di attraversamenti di frontiere. Attività e riflessioni utili a ripensare ai propri obiettivi ai propri riferimenti socio-culturali, al senso della propria attività professionale. L’analisi di foni materiali, fotografiche, orali e documentarie porterà a ipotizzare un itinerario di ricerca-azione sulla propria scuola, al fine di conoscerla attraverso le fonti che essa stessa custodisce nell’archivio e nei ricordi degli ex alunni e insegnanti.
  5. TRA LA TERRA E IL CIELO . Dai luoghi dove siamo con quello che abbiamo: guardare, esplorare e analizzare il rapporto tra la Terra e il cielo. A cura di Oreste Brondo e Chiara Guglielmino. Le attività, in piccoli gruppi, hanno luogo sia all’interno che all’esterno della scuola alla ricerca delle possibili relazioni tra cielo e Terra. Si parte da un primo limite, quello temporale. Durante il giorno si può lavorare sull’osservazione del movimento del Sole rispetto all’orizzonte e delle conseguenze che questo ha sul luogo concreto nel quale ci troviamo con le sue caratteristiche e i limiti spaziali (latitudine); inoltre si può lavorare sulla Luna e sul colore del cielo. La riflessione sugli spazi si farà ricerca sui luoghi possibili, dai quali il cielo è osservabile in modo funzionale al lavoro scolastico. Una finestra ben esposta può diventare un osservatorio dei movimenti del Sole e delle ombre, della Luna e delle nuvole. Negli spazi esterni si partirà dall’individuazione del confine che separa il cielo dalla terra e che li fa incontrare, e che definisce e struttura lo scenario dei fenomeni osservati. Lavorando sulla suddivisione del cerchio dell’orizzonte in settori, si procederà al tentativo di riportare in una struttura circolare il disegno e le tracce dell’orizzonte locale.
  6. STIMOLI METAFORICI. Oltre i limiti dell’esperienza comune.A cura Giancarlo Cavinato e Annalisa di Credico.Il laboratorio si fonda su alcuni presupposti/idee-forza che il G. N. Lingua ha attuato in pratiche didattiche cooperative: il bambino deve essere produttore, prima che fruitore, di poesia. La proposta si apre con una gamma di stimoli attraverso cui cercare risonanze, provocare stupore ed emozioni da rielaborare, e non modelli da imitare. L’esperienza offre molteplici possibilità di produzione collettiva di immagini, analogie, metafore da cui partire per elaborazioni di gruppo e approdare a metafore personali. L’oralità, lo scambio di parole e sensazioni, la loro connessione, sono parte importante della costruzione di una sensibilità tonica, ritmica, della creazione poetica. Il passaggio alla scrittura comporta la pratica della composizione armonica, la selezione, lo scarto, la combinazione, la scoperta dei limiti offerti dalla lingua, anche la rinuncia per un testo sintetico e comprensivo delle idee di tutti. Fino ad approdare a testi personali da condividere. La fruizione, il gioco delle interpretazioni, la riscrittura sono fasi successive.